Danni da cambiamento climatico

L’Osservatorio CittàClima di Legambiente in collaborazione con il Gruppo Unipol si pone l’obiettivo di raccogliere dati e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici e promuovere attività di prevenzione e informazione.

Per le assicurazioni il tema è molto caldo. I danni causati dagli eventi climatici ricadono pesantemente sulle Compagnie. Diventa obbligatorio dunque rivedere le garanzie sugli eventi atmosferici per riuscire a far fronte alle richieste degli assicurati.

Fenomeni estremi come trombe d’aria, ondate di calore, alluvioni si abbattono periodicamente su tutto il territorio. Nel 2023 gli eventi estremi sono aumentati del 22% rispetto all’anno precedente per un totale di 378 con danni che ammontano a cifre ingenti e 31 decessi. L’area più colpita è stata il Nord Italia con un numero complessivo di 210 eventi, al Centro ne sono stati registrati 98 mentre al Sud 70. In particolare si sono verificati aumenti di alluvioni, temperature record nelle aree urbane, frane, mareggiate, grandinate, allagamenti. Un altro fenomeno molto preoccupante riguarda il ritiro dei ghiacciai: lo zero termico si è verificato a quota 5.328 metri sulle Alpi.

Città più a rischio

Le città più colpite sono state Roma, Milano, Fiumicino, Palermo e Prato mentre a livello regionale ai primi posti ci sono Lombardia ed Emilia Romagna, seguite da Toscana, Lazio, Piemonte, Veneto, Sicilia.

Le città sono i luoghi più a rischio in quanto qui si concentra la maggior parte della popolazione ecco perché la precisa conoscenza delle zone urbane a maggior rischio alluvioni o ondate di calore diventa fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni.

Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha dichiarato di essere molto preoccupato per l’aumento degli eventi meteo estremi sempre più frequenti e intensi. E’ necessario al più presto un Piano nazionale di adattamento al clima stanziando risorse economiche per la prevenzione e non solo dopo gli eventi, rincorrendo sempre le emergenze. Per fare un esempio i danni causati dall’alluvione in Emilia Romagna e Toscana sono costati 11 miliardi di euro. Sono necessarie politiche di adattamento al clima e campagne di sensibilizzazione fra la popolazione per prevenire e affrontare i rischi.

Osservatorio Europeo sulla Sicurezza

E’ stato presentato il 6 dicembre scorso il Rapporto 2023 dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, l’indagine che la Fondazione Unipolis del Gruppo Unipol realizza dal 2007 in collaborazione con Demos&Pi sotto la direzione scientifica del sociologo Ilvo Diamanti. L’indagine annuale ha lo scopo di identificare la percezione dell’opinione pubblica sulla sicurezza in Italia e nei principali Paesi europei. Il titolo dell’edizione di quest’anno è stato “Il tempo della paura fluida” a indicare un tempo segnato da emergenze continue che avvengono e si ripetono provocando grande insicurezza. La ricerca è stata effettuata su un campione di oltre 4.000 cittadini in Italia, Germania, Francia e Finlandia.

Fra i principali fattori di insicurezza e paura ci sono le preoccupazioni economiche che riguardano la disoccupazione o la pensione insufficiente, seguite da quelle per l’ambiente e i cambiamenti climatici (eventi atmosferici estremi), la sicurezza alimentare, le guerre e la globalizzazione (acuita dalle guerre in Ucraina e a Gaza), il terrorismo, l’insicurezza legata alla criminalità e ancora la paura delle epidemie a seguito degli anni di pandemia causati dal Coronavirus. Naturalmente la percezione cambia a seconda delle aree geografiche. Germania e Finlandia hanno registrato una maggiore sicurezza sui temi economici e sulle opportunità lavorative, tematica molto sentita invece in Francia e Italia.

Le paure degli italiani

L’insicurezza legata alla precarietà economica è fra le prime paure in Italia. L’instabilità economica nel nostro Paese è dovuta ai salari bassi che non consentono di risparmiare, all’incertezza sulle pensioni, alla possibilità di perdere il lavoro. alla criminalità. A seguire è emersa la paura della criminalità organizzata, l’insicurezza sui dati internet, i furti in casa, truffe su pagamenti elettronici, furto di veicoli, la paura di subire una rapina o un borseggio o di subire violenze e molestie. La paura è oggi “globale” e riguarda i timori legati alle conseguenze della situazione internazionale che vede guerre in corso, immigrazione, terrorismo. Questa paura è stata alimentata anche dal Covid che ha dimostrato come un’epidemia possa scoppiare a chilometri di distanza e trasformarsi in breve tempo in pandemia diffusa quasi in ogni parte del pianeta. Nel corso del 2023 è purtroppo aumentata anche la paura nei confronti dell’immigrazione e dello straniero.

I giovani visti dagli adulti

Lo studio ha analizzato anche le paure nei riguardi delle fasce di popolazione più giovani, in particolare gli adolescenti. Le prospettive per i giovani non sono percepite come rassicuranti in nessuno dei Paesi analizzati. La maggior parte degli intervistati infatti ha espresso grandi preoccupazioni e di conseguenza una visione del futuro piuttosto negativa. Fra i motivi di apprensione degli adulti per i più giovani ci sono l’uso di alcool e droghe, il bullismo, la possibilità di subire violenze, le prospettive lavorative, le dipendenze da videogiochi, le cattive influenze, lo scarso spessore morale ed etico, il rapporto critico con il cibo, lo scarso coinvolgimento nella vita sociale, la depressione e la solitudine, lo scarso impegno nella politica e nel volontariato.

Il tema del cambiamento climatico è sempre più urgente e lo sanno bene le Compagnie di assicurazioni che si trovano a fronteggiarne le conseguenze sempre più impattanti sui beni degli assicurati.