Il Gruppo Unipol e LifeGate: Osservatorio sul lifestyle sostenibile

Questa ricerca annuale intende monitorare il livello di consapevolezza e i comportamenti degli italiani nei confronti della sostenibilità riguardanti temi di alimentazione, turismo, mobilità, energia ed efficienza, salute e benessere, finanza, casa e abitare.

L’indagine è stata realizzata nel mese di giugno 2024 su un campione di 800 individui maggiorenni a Roma e Milano. Da questa indagine emerge che le tematiche sostenibili coinvolgono sempre di più gli italiani, soprattutto i giovani della generazione Z, le donne, i laureati e gli studenti.  Dal 2015 a oggi l’interesse è passato dal 41% al 77% questo dato indica una maggiore consapevolezza e attenzione che si è sviluppata negli anni. In cima alle preoccupazioni c’è il tema del cambiamento climatico che secondo gli intervistati rappresenterà un problema sempre più rilevante. Preoccupa anche lo sviluppo del turismo selvaggio che non tutela le aree turistiche del nostro Paese, seguito dalla crisi alimentare che necessariamente vedrà la sostituzione della carne con il consumo di proteine vegetali (e questa è una buona notizia). Interesse anche per l’intelligenza artificiale che potrebbe essere un supporto per l’istruzione e la promozione della conoscenza. Fra le tematiche più conosciute dagli intervistati ci sono quelle inerenti le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, la transazione energetica, la moda sostenibile e il PNRR. Per quanto riguarda l’informazione sulla sostenibilità, i canali più seguiti sono: internet, la televisione, i social media, la comunicazione di prodotto, la radio, i report di sostenibilità aziendali, libri e la scuola. In netta maggioranza le persone che reputano la sostenibilità un tema sentito e non una moda, a evidenziare la consapevolezza sempre maggiore riguardo a questa tematica.

Quali sono le soluzioni

Le persone che hanno partecipato a questa ricerca hanno indicato quali sono le pratiche sostenibili da adottare urgentemente. Si evince una forte richiesta ai governi e alle istituzioni affinché si facciano promotori del cambiamento a indicare che il cittadino da solo non può influire in modo significativo. Una sostanziale responsabilità è data anche alle aziende e a pioggia ai cittadini e ai consumatori che devono fare la loro parte.

Queste le istanze più sentite: investimenti nelle fonti rinnovabili, processi sostenibili per le aziende produttrici, limitare il consumo della plastica, promozione da parte del Governo della transizione ecologica, sostenere l’agricoltura biologica, incentivare gli acquisti di veicoli elettrici ma anche promuovere nelle aziende la diversità e l’inclusione. E’ emersa la necessità di ridurre gli sprechi idrici, l’inquinamento dell’aria, il consumo del suolo, di bandire l’uso della plastica, aumentare il consumo di alimenti biologici e la produzione da energie rinnovabili.  

Fra le speranze per il futuro compaiono città smart con una qualità della vita supportata dalla tecnologia, un mondo del lavoro etico e inclusivo, un’alimentazione più sana e disponibile per tutti, la finanza che crea valore, sviluppo dell’energia rinnovabile.

Cosa fanno i cittadini

Ma i cittadini come si comportano? Il campione intervistato ha dichiarato di impegnarsi per la sostenibilità soprattutto impegnandosi nella raccolta differenziata e nel limitare l’utilizzo della plastica. Si scende al 18% degli intervistati se si parla di utilizzo di energie rinnovabili e al 15% per la scelta di alimenti bio e ancora meno sono coloro che scelgono la moda sostenibile, l’auto elettrica e vacanze sostenibili.

Quali sono le motivazioni principali per abbracciare un lifestyle sostenibile? La responsabilità verso le generazioni future, amore per la natura e per gli animali, ricerca di benessere, dovere etico e morale e si è disposti anche a spendere di più in particolare per il cibo, il riscaldamento efficiente, la cosmesi, la polizza contro i cambiamenti climatici, energia rinnovabile, sistemi di depurazione di aria e acqua.

Infine la consapevolezza in crescita riguarda anche il greenwashing, oggi più facilmente individuato dalle persone. Le aziende sono avvisate.

Si è svolto a Milano nella cornice di Villa Necchi Campiglio, il 10°Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile realizzato da LifeGate in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR e la sponsorizzazione, tra gli altri, del Gruppo Unipol.